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Con l’uscita di Avengers: Endgame, è stata segnata la fine di un’era.

No, tranquilli, questo articolo non contiene spoiler… per ora.
Comunque ve lo segnaleremo, quando sarà. Sia mai che, a un mese dal 24 aprile, vi roviniamo il finale. 

In ogni caso, dicevamo? Ah sì, la fine di un’era.

Sono ormai più di dieci anni che seguiamo, in film che li vedono insieme o in stand-alone, le avventure degli Avengers. Il primo è stato Iron Man nel 2008, quando per la maggior parte di noi, che poi sono diventati affezionati spettatori, i supereroi erano soltanto gente dal lungo mantello che vivevano nei fumetti. 

La Marvel ha cambiato quella concezione e ha cambiato la nostra percezione. 

Cominciando da Iron Man, da Robert Downey Jr., che ora è candidato al MTV Award come Migliore Eroe e, spoiler e retorica a parte, possiamo dire che quel premio dovrebbe essere già suo.

Perché è alla nona candidatura e non ha mai vinto come Iron Man? Cos’è, il nuovo DiCaprio?

Tutti noi vogliamo vederlo trionfare nella serata del 17 giugno. 

E non solo perché, con tutto il bene e il rispetto, ma a Captain Marvel e ad Aria Stark glie spicca casa, ma perché sarebbe davvero per la Marvel, ma soprattutto per Robert, un modo straordinario per coronare questi dieci anni e passa di onorato servizio.

Sì, sicuramente anche tutti gli altri Avengers sono importanti. Sono una squadra, in fondo, no?

Però Iron Man avrà sempre un posto speciale nel nostro cuore.  Se non altro per…

E QUI PARTONO GLI SPOILER.

VADE RETRO.

SCIÒ.

ALLA LARGA.

CHE POI LO DICO ALLA MAESTRA CHE VI AVEVAMO AVVERTITO E AVETE FATTO DI TESTA VOSTRA.

ECCO, CI PIAZZO PURE UNA FOTO.

DA SOTTO LA FOTO, SPOILER.

CIA’.

… per come si è sacrificato per l’universo in Avengers: Endgame. 

Il suo è stato uno dei percorsi più lunghi e tortuosi tra quelli degli eroi che abbiamo vissuto in questi anni. 

E non c’era alcun siero miracoloso a salvargli la vita, quando è stato a un passo dalla morte sono stati solo il suo cervello e la sua profonda conoscenza della materia a riportarlo a casa, quasi sano e salvo.

E non c’era alcun potere ultraterreno, nessuna conoscenza divina a guidare le sue azioni, sempre e solo il suo – immenso, anche se faceva finta di non averlo – cuore.

E non aveva alle spalle nemmeno anni e anni di addestramento né tantomeno il sangue freddo delle spie, eppure non ha mai perso la calma durante una missione.

Lui era solo Tony Stark.

A volte bastava. 

Il più delle volte, a essere onesti. 

L’abbiamo visto cambiare e crescere sul grande schermo, mentre anche noi crescevamo e cambiavamo, imparando a essere meno egoisti ed egocentrici insieme a lui. E imparando che non c’è nulla di più alto che un essere umano possa fare che dare il buon esempio e che il sacrificio della vita è un dono grandissimo che tutti meritano di ricevere. 

Quindi che dire, signor Stark? 

Come ringraziarti per tutti questi anni?

Come dimostrarti che, anche se il tempo passerà, non dimenticheremo mai che tutto è iniziato in quella grotta e con un’armatura che a mala pena stava in piedi?

Come premiarti per l’immenso lavoro che hai fatto?

È stato più che okay, fidati. 

E i lacrimoni in sala di uomini e grandi e grossi quando ti abbiamo sentito dire “Io sono Iron Man” e sapevamo che sarebbe stata l’ultima volta ne sono la prova.

Quindi vai e conquistali tutti il 17, come solo tu puoi fare.