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Si avvicina un graditissimo ritorno sul grande schermo: dal 26 marzo, tornerà al cinema Dumbo, l’amato elefantino capace di volare grazie alle sue grandi orecchie!

78 anni dopo l’indimenticabile film di animazione firmato Walt Disney, è il blasonato regista Tim Burton a cimentarsi con l’elefantino volante portando sugli schermi il remake in live action della celeberrima pellicola del 1941.

Il cast è stellare: Colin Farrell (End of Justice, Widows), Micheal Keaton (Il caso Spotlight, Spider-Man: Homecoming), Danny de Vito (L’uomo della pioggia, Men In Black), Eva Green (The dreamers, Quello che non so di lei), Alan Arkin (Gli occhi della notte, L’urlo del silenzio).

Ma come comincia la storia di questo mitico elefantino che ha saputo conquistare i cuori di generazioni di spettatori grandi e piccini?
Proviamo a scoprirlo.

Prodotto da Walt Disney e diretto da diversi registi, Dumbo – l’elefantino volante – questo il titolo completo della pellicola – è considerato il quarto grande classico della Disney.

Il film è basato sulla fiaba scritta da Helen Aberson e illustrata da Harold Pearl per il lancio di un nuovo tipo giocattolo, chiamato Roll-a-book, il prototipo di un dispositivo per la narrazione visiva: otto disegni con poche righe di testo.
Quando, nel 1939, il capo delle licenze Disney presentò la fiaba al suo principale, questi ne intravide subito il grande potenziale e ne volle acquisire i diritti. La Disney e i suoi artisti erano alla ricerca di una storia breve e semplice da poter portare sugli schermi dopo l’intenso lavoro e il cospicuo esborso economico al quale avevano portato le tre grandi produzioni di Biancaneve e i sette Nani, Pinocchio e Fantasia: la tenera storia di Dumbo faceva al caso loro.

Semplice e arcinota la trama del film: nato in un circo nel quale è da tutti disprezzato a causa delle sue grandi orecchie penzolanti, il timido elefantino Dumbo può contare solo sull’amicizia del topolino Timoteo grazie al quale scopre che le sue grandi orecchie gli permettono di volare. Trasformando così il “difetto” in un pregio, riuscirà a raggiungere la fama e il successo ottenendo il rispetto degli altri elefanti del gruppo.

Una curiosità sul nome: nell’originale in inglese la madre, signora Jumbo, chiama il suo piccolo Jumbo junior, ma le perfide elefantesse ribattezzano il piccolo Dumb che, in inglese, significa muto o stupido. In italiano si è preferito chiamare l’elefantino Dumbo sin dall’inizio.

Dumbo è l’ultima delle creature Disney a non parlare, così come il nanetto Cucciolo in Biancaneve e i Sette nani.

Complesso fu il casting che portò alla scelta dei doppiatori per i personaggi del film fra i quali spicca Verna Felton, già conosciuta per aver doppiato la Fata Smemorina in Cenerentola e la Regina di Cuori in Alice nel Paese delle Meraviglie.

L’animazione risente della politica di low budget che la Disney s’impose per la produzione del film e così manca della ricchezza di particolari che caratterizza le tre pellicole precedenti. Venne utilizzata pittura ad acquarello per i disegni anziché olio e tempera.

Durante la lavorazione del film, inoltre, a causa di un contenzioso tra Walt Disney e Herbert Sorrel, capo del sindacato Screen Cartoonist Guild, si verificò uno sciopero degli animatori.
Inizialmente la Disney pensò ad un cortometraggio per Dumbo, ma ci si rese quasi subito conto che solo un lungometraggio poteva rendere giustizia alla fiaba.

Il film venne distribuito, nonostante qualche iniziale reticenza, dalla RKO.
Grandissimo il successo della pellicola al botteghino e fra il pubblico. Un vero miracolo finanziario.
Il film fu uno dei maggiori successi dell’epoca nonostante fosse in corso la Seconda Guerra Mondiale e fu riedito negli Stati Uniti nel 1949, nel 1959, nel 1972 e nel 1976.

Ancora oggi dimostra di essere un successo senza tempo in virtù di tutto che insegna a tutti noi da sempre.
Siamo sicuri che, con le sue grandi orecchie a sventola, il piccolo e timido elefantino continuerà a volare ancora a lungo. Così come siamo certi del successo della pellicola di Tim Burton.
Non perdetela!