Approfondimenti

Tutti lo conosciamo come il Batman di Christopher Nolan.
E quando dico tutti, non dimentico il corrente presidente degli Stati Uniti d’America che nel 2011 lo scambiò davvero per Bruce Wayne.
Credo che lui pensasse che io fossi davvero Bruce Wayne perché ero vestito da Bruce Wayne. Mi ha parlato come se fossi Bruce Wayne e io sono stato al gioco. È stato abbastanza divertente e all’epoca non immaginavo neanche che sarebbe potuto diventare il Presidente degli Stati Uniti”.
Questo è il racconto di Christian Bale e del suo incontro con il caro Donald durante le riprese de Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno nella Trump Tower.

Indubbiamente questo personaggio è diventato tutt’uno con Christian Bale; non solo per Trump.
Ripensandoci, però, non è così per tutti i ruoli interpretati dall’attore?

“Christian è, ovviamente, uno dei migliori e più versatili attori del mondo”. Secondo Andy Serkis, che lo ha diretto in Mowgli dove dava voce e movimento a Bagheera, “ha questa straordinaria abilità di trasformarsi”.

Nessuno lo può dubitare. La mimesi perfetta di Bale con i suoi personaggi raggiunge l’incredibile; non solo a livello fisico, come abbiamo visto in altre occasioni, con il suoi famosi cambi di peso.
Ciò che stupisce è la sua capacità di rendere reali movimenti ed espressioni descritti in un copione.

Non ne siete convinti? Ecco qualche esempio.

American Psyco (2001)
In un’intervista a Mary Harron, la regista ha affermato che lei e Bale discussero molto su quanto “marziano” fosse il personaggio di Patrick Bateman e di quanto avessero cercato qualcuno che potesse sembrare “di un altro pianeta” come ispirazione. Un giorno la chiamò per dirle che, guardando Tom Cruise al David Letterman Show, aveva visto “questa cordialità davvero intesa, senza nulla negli occhi. Il modello di marziano era stato trovato e questo è il risultato della trasformazione.

Bale diventa uno spumeggiante uomo d’affari che gesticola e muove i muscoli facciali in modo fin troppo espressivo, che quasi rimbalza invece di camminare; fino a quando non lo vediamo nello specchio: deciso, calmo, impassibile, freddo.
Nel momento in cui colpisce con l’ascia il giovane Jared Leto, i movimenti mutano in forti e distruttivi, mentre il volto è teso e rosso, non solo di sangue. Appena lascia l’arma e rallenta il respiro, vediamo tornare gli occhi assenti e senz’anima, che avevamo visto riflessi nello specchio, ispirati al caro Tom Cruise.
La sua voce passa da una cantilena poco credibile, a delle urla di rabbia primordiale ed infine ad un silenzio distaccato e completamente apatico.

The prestige (2006)
Spoiler alert: chi non ha mai visto il film, salti all’esempio successivo!
Nonostante il suo accento londinese sia stato criticato, la sua performance rimane inattaccabile per quanto riguarda la sottigliezza delle espressioni. Ci permettere di capire che qualcosa non torna nel suo personaggio, senza rivelarlo prima del dovuto.

Il mago che interpreta in realtà è una coppia di gemelli che fingono di essere la stessa persona e condividono la stessa vita. Possiamo distinguerli come Alfred e Freddie, come suggerisce la pellicola. Caratterialmente i due sono molto distanti. Alfred è più sensibile, gentile e riflessivo; lo vediamo nei movimenti accoglienti, nella voce un poco più morbida e nei sorrisi dolci. Freddie, invece, è passionale ed eccentrico; lo si nota in una voce più chiara, nella decisione dei movimenti e nel suo essere onestamente brutale. Davvero un lavoro notevole da parte dell’attore.

American Hustle – L’apparenza inganna (2013)
Ed ecco un Christian Bale che nessuno si aspettava. Al di là dell’aspetto fisico,  prima di American Hustle non si era mai visto l’attore così. Come dice il titolo della pellicola, l’apparenza inganna. Nonostante i chili di troppo e il discutibile toupet, Bale trasuda fascino in questa interpretazione.

I movimenti sono lenti e morbidi, ma allo stesso tempo determinati. Il gesticolare accompagna il dialogo ed è accompagnato da tutto il corpo, come farebbe un direttore d’orchestra. La voce è soffice e risoluta, da bravo maestro dell’inganno. L’attenzione su sopracciglia e bocca rendono le espressioni facciali così realistiche, che fanno risultare il talentuoso Bradley Cooper un po’ piatto.

La grande scommessa (2015)
Chiudiamo in bellezza con un’interpretazione magistrale di un manager dall’occhio di vetro, con sindrome di Asperger e grosse difficoltà ad inserirsi in modo appropriato nei contesti e nelle relazioni sociali. Bale ne La grande scommessa è Michael Burry, genio incompreso della finanza e batterista amante dei Pantera. La sua performance è stata definita “disturbante” dalla critica, per quanto l’attore riesca ad essere simile al vero Burry, davvero esistente.

Le frasi lasciate a metà e le risposte a monosillabi hanno sicuramente aiutato l’attore nella performance, ma la sua bravura sta nel rendere naturali i gesti (asciugarsi l’occhio di vetro, tambureggiare con le bacchette, grattarsi il piede sulla scrivania, arrotolare le cuffie e ascoltare la musica …) e a inserirli in maniera credibile mentre balbetta e dialoga.

Concludiamo con La grande scommessa anche perché la regia è la stessa di Vice – L’uomo nell’ombra, al cinema dal 3 gennaio. Adam McKay ha scritto e diretto questa nuova pellicola che promette davvero molto e che romanza l’ascesa politica di Dick Cheney, interpretato da un Christian Bale irriconoscibile, ancora una volta. Al fianco dell’attore ci sono grandi nomi come Sam Rockwell, come George W. Bush, Amy Adams e Steve Carell.

Potrebbe essere il ruolo che permetterà a Bale di guadagnare un secondo Oscar? Sicuramente gli darà l’opportunità di esplorare le sue capacità di mimesi col personaggio.