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Siore e siori, eccoci qui anche quest’anno a commentare uno dei festival di cinema più famosi.

Cannes 2019 è cominciato da appena un paio di giorni, ma vede così tanti film in programmazione e una giuria così d’eccezione che siamo già in ginocchio a chiedere di più.

Quali sono le pellicole che aspettiamo con più ansia? 

Al primo posto c’è, senza ombra di dubbio l’ultima fatica di Quentin Tarantino, C’era una volta… a Hollywood. Avevamo cominciato ad accennarvi qualcosa a proposito in questo articolo, ma parlarne è un conto, vederlo è un altro. Tutt’altro. 

E davvero non possiamo che invidiare chi sarà in sala per la proiezione. 

C’è poi Rocketman, il biopic su Elton John.

Essendosi quest’anno aperto con il successo di Bohemian Rhapsody al box office e poi agli Oscar e alle premiazioni varie, sicuramente siamo tutti curiosi di vedere se Rocketman sarà all’altezza delle aspettative. Di certo, il fatto che il regista sia lo stesso che aveva preso in mano BoRap dopo che Bryan Singer era stato licenziato ci fa ben sperare, così come anche il fatto che Taron Egerton canti dal vivo.

Un’altra pellicola per la quale siamo più che curiosi è I morti non muoiono di Jim Jarmusch con Adam Driver, che smette i panni di Kylo Ren per un film spassoso e delirante sugli zombie. Già proiettato, la critica sta letteralmente impazzendo in senso positivo e lo segnala come uno dei film migliori in concorso. 

Dimenticate il vampiro Edward Cullen: Robert Pattinson ne ha fatta di strada da quei (luccicanti) giorni. E oggi è in gara con un film di cui è co-protagonista con William Dafoe e le cui regia è curata da Robert Eggers. Chi l’ha già visto racconta The Lighthouse come un film d’atmosfera e dai sottili brividi. Inutile dire che la curiosità è alle stelle. 

C’è poi chi per realizzare i film spende appena 7.000 dollari. Sembra una costante per Robert Rodriguez, che torna a sorprenderci dopo Alita – Angelo della battaglia. Red11 ha delle ottime potenzialità, si dice, e c’è chi pensa che possa essere un capolavoro come El Mariachi. 

Luca Guadagnino ha stupito tutti presentando un film in concorso: nessuno sapeva fosse al lavoro su qualcosa dopo i successi di Chiamami con tuo nome e Suspiria. E invece Guadagnino c’è e porta una pellicola con protagonista Julianne Moore e che si intitola The staggering girl. Inutile dire che siamo stupiti e intrigati dal tutto. 

Va su sicuro Pedro Almodovar, che per il suo nuovo film Dolor y Gloria ha scelto Penelope Cruz e Antonio Banderas come protagonisti. Il meglio del cinema spagnolo al suo massimo, insomma, per una pellicola che sappiamo già che non ci deluderà. Raramente questa formula l’ha fatto. 

Tra i più attesi c’è anche Xavier Dolan, che ci riprova dopo quel flop che è stato La mia vita con John F. Donovan. Anche questo è un film corale, racconta di un gruppo di amici ventenni e si intitola Mathias & Maxime. È la prova d’appello questa, per il regista francese, l’ultima chance che la critica gli concede per stupirla: dovrà stare attento a non sprecarla. 

C’è anche la Corea in gara e ha il nome di Bong Joon-Ho e il suo film è Parasite, un dramma familiare che ha tutte le carte in regola per stupire giuria e pubblico. Potrebbe davvero essere uno dei migliori film in programma. 

 

Ultima ma non dimenticata, c’è anche l’Italia in gara. 

L’abbiamo voluta lasciare per ultima perché, dato che dovevamo farci riconoscere fin da subito, ecco che è già scoppiata la prima polemica. 

Il film in questione è Il traditore di Marco Bellocchio, che ha per protagonista Pierfrancesco Favino e che racconta la storia di Tommaso Buscetta. Questi, dopo che la sua famiglia fu interamente sterminata dai Corleone – loro rivali -, decise di rivelare alla polizia tutto quello che lui sapeva sui traffici di droga in Italia e sui contatti che la mafia aveva con la politica. E con le sue parole permise ai giudici Falcone e Borsellino di dare una svolta significativa alle indagini su Cosa Nostra. 

Ed è proprio di Falcone che si parla nella polemica di cui prima.

Tutto nasce dal fatto che il film sarà distribuito nelle sale a partire dal 23 maggio, giorno della strage che vide morire non solo il giudice, ma anche la sua scorta. E a parlare è proprio il figlio del caposcorta, rimasto orfano di padre in quella circostanza. 

Giovanni Montinaro ha trovato a dir poco offensiva la decisione di far uscire il film proprio in quella giornata, nonché una pura e semplice scelta di marketing che, stando al suo parere, si poteva evitare. 

Ecco le sue parole sotto un post Instagram di Pierfrancesco Favino, che faceva promozione al film sul suo profilo.

La replica di Favino, però, non è tardata a mancare.

E la vicenda si è conclusa così, con un messaggio sicuramente più conciliante da parte di di Montinaro.

Voi cosa ne pensate?

E soprattutto, cosa pensate dei film in gara a Cannes? Per quale fate il tifo e quale aspettate con più impazienza?